
L'antica cattedrale era un piccolo gioiello d'arte; mosaici, colonne di marmo, cupola adorna di figure bibliche tutto ciò ci fa pensare alle chiese di stile gotico, che secondo la tradizione era quello della nostra cattedrale.
E' opinione dei cultori di storia locale che la chiesa Cattedrale sarebbe stato un tempio (Melchiori) o una basilica romana (Faraone) trasformata in chiesa cristiana. Comunque sia, essa rimane di antichissime origini. Noi la troviamo in piena efficienza al sec. X.
L'attuale costruzione non corrisponde più all'antica. Dedicata a Maria SS.ma Assunta acquistò l'attuale fisionomia nel 1700. Non esisteva allora il cappellone del coro; l'altare maggiore era dove ora è il transetto; su di essa si elevava la cupola sostenuta da quattro colonne. Costantino Vigilante, eletto Vescovo di Caiazzo nel 1727 fece costruire l'attuale presbiterio, dove trasportò l'altare maggiore e la balaustrata, entrambi di finissimi marmi. In esso fece poi costruire anche il magnifico coro in legno di noce. Il suo successore, G. A. Piperni, vi arrecò nuove e più radicali trasformazioni, riducendo l'edificio nello stato attuale.
Mons. Piperni fece eseguire i seguenti lavori:
fece demolire le antiche soffitte di tavole piane e la soprastante copertura, furono rialzate le mura laterali e vi fu costruita la volta reale di fabbrica a tutto sesto, suddividendo la nave di mezzo con pilastri, membretti, architrave, fregio e cornicione;
furono rialzate di sopra le fabbriche e formato il nuovo tetto per copertura a due ali;
nella croce furono eretti quattro nuovi pilastri in forma ottagona sui quali fu costruita l'attuale maestosa cupola;
nel lato sinistro, dov'era la cappella di S. Stefano, fatte demolire alcune camere del seminario, le pareti furono portate all'altezza della nave di mezzo, con volta e copertura uguale a quella de resto della chiesa;
fu eseguita una conveniente facciata all'esterno.
consentì al napoletano Stefano Zagarolo, abile stuccatore, di abbellire volte e pareti con artistici stucchi, su disegno dell'architetto Nicola Tagliacozzo Canale.
Con la costruzione della cappella in onore di Maria SS.ma della Speranza, nella parte destra della Croce, fu completata la struttura architettonica (1885).
Un anno dopo, accanto alla precedente fu edificata la Cappella del SS.mo Sacramento su progetto dell'ingegnere Arch. Pasquale Sasso. Altre due cappelle, sempre a destra, furono costruite durante l'episcopato di Mons. Luigi Ermini (1914-1921). E finalmente nel 1939/40, rimosso l'antico pavimento di mattoni, fu dato alla Cattedrale un pavimento di marmo con zoccolatura pure in marmo, dell'altezza di due metri circa. Ciò a cura del vescovo Mons. Nicola M. Di Girolamo.
La Cattedrale risulta di una navata centrale, e due laterali, transetto, presbiterio. le navate sono divise da pilastri sui quali si elevano gli archi a tutto sesto. La navata centrale è coperta da volta a tutto sesto; la cupola si erge sugli archi che sono sorretti da quattro pilastri; in fondo alla navata centrale vi è il presbiterio, separato dal resto mediante una balaustrata. Le due navate laterali sono più basse e più strette sormontate da volte; in fondo ad esse vi sono, a destra la Cappella del SS.mo, a sinistra la sagrestia.
Se alziamo lo sguardo in alto, nella cappella di S. Giuseppe (navata sinistra della della cattedrale), siamo subito colpiti dalla luce che piove dalla volta. Nel cielo azzurro, lumeggiato da candide nubi, si librano quattro putti, quasi staccandosi dal fondo della volta. Reggono una iscrizione-invito: "ITE ad JOSEPH". A sinistra su un ovale in tela, è raffigurato lo sposalizio della Vergine. La torre campanaria, in blocchi di tufo squadrati, risale al 1850 e fu costruita in seguito al crollo per terremoto dell'antico campanile cinquecentesco, collocato sulla facciata anteriore del palazzo vescovile.
Nel 1935, in occasione del millenario della nascita di S. Stefano, volendosi collocare le ossa del Santo Patrono in un'artistica urna di bronzo, l'orefice napoletano Eugenio Catello, ne armonizzò lo stile con quello interno dell'edificio, e ne venne fuori un lavoro davvero pregevole. Il quadro dell'Annunziata sull'altare maggiore della chiesa omonima, è dovuto al pannello di Francesco La Mura e fatto ad imitazione di quello che si trova nella chiesa dell'Annunziata a Napoli.